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Il sistema di riassicurazione a due pilastri proposto da EIOPA e BCE per le Cat Nat

Il sistema di riassicurazione a due pilastri proposto da EIOPA e BCE per le Cat Nat
Il sistema di riassicurazione a due pilastri proposto da EIOPA e BCE per le Cat Nat. Tra il 1981 e il 2023, le catastrofi naturali hanno causato circa 900 miliardi di euro di perdite nell’UE. L’aspetto più inquietante è che tali perdite si stanno incrementando negli ultimi anni, a fronte di una significativa riduzione delle coperture assicurative, solo il 25%, per gli eventi climatici estremi. Già nell’aprile del 2023, EIOPA e BCE evidenziavano in un documento congiunto, le conseguenze della mancanza di copertura assicurativa. Oltre ovviamente ai costi della ricostruzione post evento, vanno considerati gli impatti sull’esposizione delle banche ai rischi di credito, a causa della perdita di valore dei beni immobiliari a seguito degli eventi climatici, e sui bilanci pubblici, dovendo i governi intervenire per coprire le perdite non assicurate, con conseguenti ripercussioni su pressione fiscale e debito pubblico. Malgrado tutto ciò, a fronte di una escalation di catastrofi, legati ai cambiamenti climatici, paradossalmente, sono in calo le coperture assicurative. Qual è la spiegazione? Secondo EIOPA e BCE, i premi assicurativi stanno trasversalmente registrando un aumento, rendendo l’assicurazione meno accessibile, soprattutto per i redditi più bassi. Inoltre, le Compagnie di assicurazioni si stanno ritirando dalle aree ad alto rischio, lasciando intere comunità scoperte, mentre la dipendenza dagli aiuti governativi riduce ulteriormente la domanda di assicurazione privata. Cosa fare? Come intervenire? La Banca Centrale Europea ed EIOPA, avendo analizzato dodici schemi assicurativi nazionali in Europa e nel mondo, hanno rilevato che i contesti ove è presente un sistema assicurativo pubblico-privato presentano un livello di copertura assicurativa nettamente migliore. Dalla consapevolezza che i singoli Paesi non riescono a diversificare il rischio quanto potrebbe fare un sistema a livello UE, discende la proposta congiunta di un sistema europeo a due pilastri, consistenti in uno schema di riassicurazione pubblico-privato a livello UE. Un tecnicismo certamente corretto, che punta ad ampliare il numero degli assicurati, certo per ridurre gli interventi pubblici in caso di catastrofi naturali, ma evidentemente anche per provare, tramite la famosa mutualità, a ridurre i rischi per le Compagnie, e quindi ad abbassare il costo delle polizze. Le Istituzioni europee, quindi, ricercano la mutualità puntando ad allargare la componente territoriale. Noi siamo convinti che se aumentasse la consapevolezza nei cittadini attraverso una capillare attività informativa e culturale, registreremmo un significativo incremento di beni assicurati, e si creerebbero condizioni sempre più mutualistiche. Una attività del genere, da sempre, la portano avanti gli Agenti di assicurazione, che svolgono un ruolo sociale troppo spesso sottovalutato, se non dimenticato. Da chi? Da molti attori in gioco. Le Compagnie, che sembrano ritenere gli Agenti passivi esecutori delle strategie aziendali. I Consumatori, che non solo ci confondono con le Compagnie, ma che troppo spesso, nella ossessiva ricerca dello sconto, rinunciano a servizi e consulenze qualificate. Le Istituzioni, che evidentemente poco si fidano visto che le tante e continue innovazioni normative sono tutte orientate a controllare piuttosto che agevolare il nostro lavoro. Senza dimenticare che nemmeno queste ultime hanno ben chiara la differenza tra Compagnia e Intermediario, visto che continuano a non risolvere il pasticcio della “Decontribuzione Sud”, avendo attribuito agli Intermediari lo stesso codice ATECO della Compagnie. Dobbiamo rivendicare con forza il nostro ruolo sociale, e pretendere il riconoscimento di interlocutori professionali utili ai cittadini innanzitutto, ma anche ai Governi che, grazie alla nostra attività, potrebbero ridurre i rischi economici di costosissime ricostruzioni. Ci forniscano strumenti, ci alleggeriscano l’operatività, ci veicolino come protagonisti di una sorta di “protezione civile preventiva” che non evita le catastrofi, certo, né soccorre, ma che può contribuire in maniera decisiva, molto più di tanti antipatici e mal fatti obblighi, ad alleggerire le economie pubbliche e private.

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